Signora, lei non capisce… Questo cane è davvero un problema: è selvatico e abbaia sempre contro tutt
Signora, lei non capisce Questo cane è davvero un problema. È selvatico e abbaia sempre contro le persone.
Ricordo ancora quel giorno, tanti anni fa, quando una ragazza su una sedia a rotelle arrivò per la prima volta al canile nella periferia di Firenze. Era da tempo che sognava un cane che non fosse solo un compagno di giochi o di passeggiate, ma un vero sostegno per lanima.
Il rumore sommesso delle ruote sul pavimento si mescolava agli echi dei latrati. Nel grande stanzone illuminato da una luce dorata, le gabbie erano piene di cani ansiosi: alcuni scodinzolavano festosi, altri abbaiavano con forza, diversi saltavano contro le sbarre reclamando la libertà. La ragazza si fermava accanto ad ogni gabbia, scrutava negli occhi ogni cane, ma il suo cuore restava silenzioso. Nessuno sembrava rispondere alla voce della sua anima.
Stava quasi per andar via, convinta di essere venuta invano, quando, nellangolo più in ombra, notò una pastore tedesco.
Non si avvicinava, non abbaiava, nemmeno guardava i presenti. Un cane possente dagli occhi profondi, appoggiato contro il muro come se volesse isolarsi dalla confusione del canile.
«Ecco, voglio quella», disse la ragazza con improvvisa fermezza, indicando la pastore tedesco.
Loperatore del canile sollevò le sopracciglia sorpreso.
«Signorina, lei non capisce Questa cagna è un vero problema. È selvatica e abbaia a chiunque si avvicini. Non cè riuscito nessuno a gestirla. Avevamo persino pensato di addormentarla.»
La ragazza sorrise dolcemente e fece un cenno con la testa.
«Non fa niente. Tutti noi abbiamo le nostre debolezze», disse indicando la sua carrozzina. «Vorrei incontrarla da vicino. Guardate il suo sguardo.»
Luomo sospirò profondamente: «Come desidera, ma la avverto, può finire male».
Quando aprirono la gabbia e accompagnarono la pastore tedesco dalla ragazza, nellaria calò un silenzio teso. Il personale restò immobile, i visitatori si fecero indietro per la paura. Tutti si aspettavano che il cane si lanciasse ringhiando, che azzannasse le gambe o le mani della ragazza, e che tutto finisse in tragedia.
La pastore tedesco si fermò, immobile, a qualche metro da lei. Le orecchie dritte, gli occhi incollati su quella giovane in sedia a rotelle. I secondi scorrevano lenti e pesanti. Poi il cane abbaiò forte e fece due passi in avanti. Il suo abbaiare riecheggiava alto sulle pareti. Diversi presenti emisero esclamazioni di spavento, qualcuno si coprì il volto nellattesa del peggio.
Ma accadde limprevedibile.
La pastore tedesco fece un altro passo cauto. Poi un altro, ancora più attenta. La ragazza restava ferma, le mani composte, un sorriso sereno e lo sguardo fisso negli occhi dellanimale.
A sorpresa di tutti, il cane arrivò davanti a lei, chinò la testa e si strusciò piano contro le sue gambe. Annusò le ginocchia, la carrozzina, poi improvvisamente si sdraiò accanto a lei e chiuse gli occhi.
La ragazza trattenne il fiato e allungò la mano il cane non si spaventò, non ringhiò, si lasciò dolcemente accarezzare. Inspirò profondamente e, in modo quasi magico, si addormentò lì vicino a lei.
Il silenzio nel corridoio era irreale. Qualcuno sussurrò: «Non era mai successo Quella bestia mordeva tutti e non si fidava di nessuno».
La ragazza si chinò e, con voce quieta, disse: «Adesso sei con me. Staremo insieme».
E davvero, da quel giorno, tornarono a casa insieme. La ragazza e quella selvatica pastore tedesco che tutti temevano.
Quanti anni sono passati da allora! Ogni tanto ripenso a loro, a come il destino abbia intrecciato due solitudini in ununica e grande amicizia.




