Il campanello ruppe il silenzio carico di tensione come uno sparo. Sentii il cuore stringersi.
Non riuscivo a distogliere lo sguardo da Giovanni mentre caricava nell’auto gli ultimi oggetti di
Agnese Rinaldi rimase immobile al centro del salone, come pietrificata. Il brusio degli invitati si
Giulia sentiva crescere nel petto qualcosa che non era più semplice amarezza. Era più pesante.