Nobili Intenzioni
Buone Intenzioni
Lucia! Finalmente! Non sai quanto ero in pensiero! Margherita aprì la porta e mi abbracciò forte. Ho la testa che gira, non so più che pesci prendere!
Prima di tutto, calmati! rispose pacata e solida come una quercia Lucia, che attraversò il pianerottolo con la sua solita eleganza. È a casa?
No! Stamattina ha preso i bambini ed è partita! Margherita alzò le spalle, come a dirmi che non ce la faceva più. Non vuole sentire ragioni. È innamorata!
Che posso dirti, Margherita? Hai perso di mano la ragazza, ormai che piangi a fare? Sediamoci un attimo, raccontami tutto bene, poi vediamo che fare.
Lucia andò in cucina, si sedette con compostezza e mi fissò mentre preparavo il tè.
Risciacqua la teiera con lacqua bollente! Quante volte te lo devo dire?
Margherita si spaventò, prese la teiera e si scottò subito un dito.
Madonna mia, sei sempre la stessa! Lascia stare, faccio io! Non vorrai mica farti male oggi che sei già tutta nervi.
Lucia mi prese per le spalle e mi fece sedere. Si mise lei a preparare il tè con cura.
Bene, adesso parla! Non tralasciare nulla. Chi è questo qui? E cosa pensa di fare tua figlia?
Margherita abbracciava la tazza con le mani e sospirava. Non era certo il ragazzo che le dava da pensare: lavorava, non beveva, era cortese e bravo a fare due lavori manuali, aveva aggiustato il rubinetto in casa che perdeva da mesi. Eppure, la storia non la convinceva. Dove sera mai visto che un meccanico aggiustasse la macchina a una sconosciuta gratis, anche se lei era bloccata in strada con i figli in pieno inverno? Poi, si era ripresentato ogni weekend per accertarsi che tutto fosse a posto. Mezzo anno che si vedono e sua figlia ormai non pensa più a niente: né ai figli, né alla mamma. Vuole sposarsi, dice. Non le è bastata una volta sola
Tutto questo Margherita lo raccontò alla sorella e attese, ansiosa, il suo giudizio. Di Lucia si fidava più che di se stessa, da sempre. Era stata Lucia a tirarla su quando il loro papà era mancato troppo presto e la mamma lavorava giorno e notte cercando di crescere due figlie. Parte di quel peso lo aveva dovuto reggere Lucia.
Dai una mano, Luci! Sei grande ormai! Devi aiutarmi…
Otto anni di differenza tra le due. Quando la mamma seppe di essere incinta di nuovo, allinizio non ci credeva, poi ebbe paura. Era già difficile con una. Ma sia il marito sia Lucia dissero:
Ce la faremo, vedrai!
Fu così che Margherita nacque, piccola e fragile, malaticcia, sempre attaccata alla sorella maggiore. Lucia la portava allasilo, la aiutava nello studio, le insegnò tutto il programma di prima elementare prima ancora che iniziasse la scuola, perché sapeva che la sorellina avrebbe avuto bisogno di tempo per ambientarsi. E fu vero: Margherita si ammalò subito, restando a casa quasi tutto lanno. Solo Lucia e la mamma riuscirono a tirarla su.
I medici rassicuravano: Serve tempo. È delicata, ma ce la farà.
E così fu: vitamine, riposo, disciplina Lucia la guidava come una vera sorella maggiore, anche nei piccoli drammi infantili.
Questo latte fa schifo, cè la pellicina!
Non fare storie, è per il tuo bene!
Piangeva, urlava, ma beveva fino allultima goccia.
Dalla seconda elementare le cose migliorarono. Riuscì finalmente a frequentare normalmente, anche grazie a Lucia che, ormai sposata e incinta del primo figlio, insisteva che doveva studiare:
È intelligente, sarebbe un peccato non continuare, mamma!
Sopravvivevano a fatica con la borsa di studio, e Lucia si affacciava una volta al mese con borse piene di cose buone, ficcando il naso dappertutto, assicurandosi che lappartamento fosse in ordine.
Poi la tragedia della mamma, proprio allinizio del secondo anno universitario. Margherita confidò a Lucia di avere il primo ragazzo, e una settimana dopo arrivò la diagnosi crudele.
Lucia! Che faccio?
Tu? Niente. Vieni agli esami coi voti più alti. E non dire nulla alla mamma, hai capito? Ci penso io!
Fu solo lultimo saluto che Margherita riuscì a dare alla mamma, restando al suo capezzale nellultima settimana. Lucia organizzava tutto con freddezza: niente pianti, diceva, così almeno la lasciamo andare in pace.
Quando la mamma se ne andò, le due sorelle decisero di vendere la casa dei genitori e Margherita prese un piccolo monolocale vicino alla sorella.
Meglio così, resti vicina ispezionava Lucia senza mezzi termini Non chiamare nessuno, a sistemare qui ci penso io! Le ragazze mi aiutano.
Lucia era diventata capo di una squadra di donne tuttofare, richieste ovunque per la loro precisione e affidabilità, fino a fondare una propria impresa di ristrutturazioni. Trovava appena il tempo di respirare.
Non ho mai tempo per niente! Se solo mio marito Paolo mi aiutasse si lamentava a volte Ma niente, ognuno ha i suoi di lavoro. Ma passerà anche questa!
Ma la crisi colpiva anche lei, e a fatica riusciva a tenere a galla la società. Le persone delle mani buone non crescono sugli alberi Poi tocca a me a mettere le pezze.
Intanto, Margherita andava avanti con la sua famiglia. Pur senza lapprovazione iniziale della sorella per Marco, col tempo anche Lucia aveva cambiato idea: affezionato, presente, padre amorevole e sempre a casa. Solo criticava il fatto che, secondo lei, Marco giocava troppo con le figlie.
Così le vizi! Dopo non le controlli più.
Margherita annuiva senza replicare, capiva che Lucia forse un po invidiava tutto questo, dato che Paolo con i figli cera poco. Quando il figlio maggiore di Lucia ebbe problemi a scuola, poi di comportamento, toccò di nuovo a lei occuparsene. Paolo liquidava così:
Te lo sei cresciuto tu, arrangiati tu. Io porto i soldi.
Ma è anche tuo figlio!
Lo mantengo, no? Leducazione tocca alla mamma. Fai pure.
Lucia si sbatteva da sola, alla fine il figlio lo spedì a fare servizio militare, convinta che lì avrebbe imparato la disciplina. E il ragazzo ci trovò la sua strada.
Mamma era la generale, ho seguito un po le sue orme! scherzava spesso.
Poi però fu la volta della figlia.
Mamma, sono incinta!
Lucia, travolta, si sedette abbattuta.
Adesso? Hai appena compiuto diciotto anni!
Sono maggiore e non fare prediche, per favore.
Ormai cosa vuoi insegnarmi, devo solo pensare al matrimonio.
Per carità, lui nemmeno vuole sposarsi!
Vedrai, non accetto che mio nipote cresca senza papà! Tranquilla, ci penso io.
E così, anche stavolta organizzò tutto, sistemando i ragazzi in un appartamento lasciato dalla nonna. Come una vera mamma italiana, tra mano forte e cuore grande.
Vivete e che non senta lamentele!
Si sistemarono, forse grazie al caratteraccio di Lucia, forse al suo supporto materno. Ma le tempeste non erano finite, perché le nuove sfide arrivavano ora dalle nipoti.
Le figlie di Margherita erano un orgoglio: robuste e mai ammalate, niente a che vedere con la fragilità materna.
Non mi sembra neanche vero! Ricordo come mi ammalavo da piccola e guarda queste! Sanissime come puledri, per carità, non voglio portar sfortuna.
Meglio così! Ma tieni docchio Livia, la più sveglia, eh. Ha un carattere di fuoco.
Le due sorelle, Silvia e Livia, nate a poca distanza una dallaltra, frequentavano la stessa classe. Silvia faceva più fatica, ma Livia era un portento ed aiutava sempre laltra. Marco era il papà più fiero del mondo.
Finché non avvenne lincidente. Marco rimase coinvolto in un brutto scontro dauto e in pochi giorni il suo fisico non resse. Margherita restò come svuotata, incapace persino di guardare le figlie negli occhi.
Ancora una volta fu Lucia a prendere in mano la situazione, scuotendo la sorella:
Margherita, ma che stai combinando? Le tue figlie hanno perso il padre, non star lì impalata a lasciarle perdere anche la madre! Se continui così, che fine fanno?
Lentamente, un po grazie agli schiaffi morali della sorella, Margherita si riprese e cercò di guardare avanti.
Allinizio del penultimo anno di liceo, come se si fossero messe daccordo, le ragazze si innamorarono. Silvia ci mise poco a stufarsi, ascoltò le raccomandazioni della zia e lasciò perdere:
Ho tempo, cha ragione la zia Lucia.
Livia, invece, le diede filo da torcere.
Lo amo! dichiarò testarda.
Ma che amore! Ma se sono ancora ragazzini! Tu hai mai? chiese Lucia.
Sono affari nostri! rispose Livia secca. E prese la decisione: Se mi ama, deve sposarmi. Al ragazzo, Riccardo, mise subito i paletti: o fai sul serio, o niente più vederci.
Margherita lavrebbe riconosciuta subito: tutta la zia Lucia!
Si sposarono un anno dopo. Margherita pianse a tutto spiano, Lucia scuoteva la testa: troppo presto! Ma il primo figlio nacque solo anni dopo, quando Livia aveva già preso la laurea con grandi sacrifici, supportata dalla madre e dalla sorella. Riccardo intanto si dava da fare nella ditta del padre.
Quando Livia restò incinta del secondo bambino, era ormai capo contabile, Riccardo aveva aperto una società propria. Insomma, la vita girava. Margherita andava fiera dei successi della figlia, anche se Lucia borbottava spesso:
Tutto troppo facile. Livia è testona, prima o poi farà danni, toccando a te rimettere insieme i pezzi.
Margherita taceva, anche per non darle modo di criticare. I problemi di Lucia coi propri figli erano continui.
Mai dire mai, però: la tragedia arrivò allimprovviso, proprio dalla parte più insospettata. Riccardo, indaffaratissimo per lavoro, aveva intrecciato una relazione e Livia lo scoprì nella maniera più dolorosa, da unaltra donna, Elisa, che si presentò al parco col pancione.
Sei Livia? Io sono Elisa, la compagna di tuo marito. Taspetti un figlio da lui, lo sai?
Alla reazione incredula ma fiera di Livia, Elisa divenne aggressiva: Almeno divorzierete? A mio figlio serve il suo papà!
E ai figli che già ha, chi ci pensa? Livia ribatté sarcastica, tenendo duro di fronte ai suoi bambini.
Riccardo non negò nulla. Sei sempre presa con i figli, col lavoro, io ho le mie esigenze, si giustificò. Il divorzio fu doloroso e umiliante, Riccardo cambiò persino faccia, battagliando su casa e soldi. Il suocero, ex datore di lavoro, la licenziò con gentilezza.
Capisci la situazione
Se volete vedere i nipoti, sapete dove trovarmi rispose lei, senza orgoglio ferito.
I nonni in effetti continuarono a viziare i nipoti e i bambini, magari con qualche domanda allinizio, presto si abituarono alla nuova realtà.
Margherita faceva la nonna come poteva, aiutava Livia coi figli, la incoraggiava nella ricerca di un nuovo impiego. Lucia la rimproverava: Così non va! I bambini hanno bisogno della madre, non delle nonne! Livia lavora troppo, torna tardi!
Ma che dici? Ha bisogno di lavorare
Vedrai, la prossima sarà un altro uomo in casa e i figli toccherà crescerli a te!
Quando si presentò Leonardo, luomo nuovo di Livia, tutte le paure di Margherita tornarono a galla.
E adesso?
Bisogna aprirle gli occhi! Due figli e pensa soltanto allamore! E poi, chissà se lui non sia solo un approfittatore. Livia ha una casa, unauto, guadagna bisogna vedere!
Ma come facciamo?
Parliamole, almeno.
Ho provato. Ride e dice che lui è una brava persona.
Bene, allora la faccio venire io. Lucia prese il telefono Tua madre non sta bene, dice. Vieni subito a casa!
Livia corse via, lasciando Leonardo coi bambini, cuore in gola.
Mamma!
Tutto bene
Allora che succede?
Vieni dentro, Lucia la attendeva in cucina. Oppure parliamo sul pianerottolo?
Livia ascoltava seduta a stento, incredula per le parole e i toni della zia.
E se non ti sistemi tocca portarti via i figli! Non si può lasciare i bambini così perché la mamma pensa solo a se stessa!
A quel punto Livia si alzò, sistemò la gonna, e disse:
Zia Lucia, ma i tuoi di figli chi li guarda? E comunque, sono adulta, non devo rendere conto a nessuno. Basta, non sono più una bambina.
E allora prenditi le tue responsabilità da adulta!
Sarebbe ora, finalmente. Dora in poi, fate finta che non esista, o vi faccio vedere quanto sono cresciuta. Occupatevi semmai dei vostri! Non avete già anche troppo da sistemare?
Come ti permetti! Lucia insorse furiosa.
Me lo permetto da sola. E ora basta. Non sono la vostra valvola di sfogo. Qua ognuno cerca un capro espiatorio e io non lo sono più. Datevi una calmata e fate un po di attenzione alle vostre vite invece che alle nostre.
Margherita a quel punto ebbe un capogiro e ricadde su una sedia.
Lucia, basta! Ti rendi conto? Lascia stare!
Livia chiamò subito il pronto soccorso e in ospedale, il giorno dopo, davanti a tutta la famiglia, Lucia andò da lei, con lo sguardo basso.
Scusami.
Accettate. Ora speriamo solo che la mamma guarisca.
Margherita guarirà. Si riconcilierà anche con Lucia, che però da allora non parlerà più delle figlie della sorella. Alla seconda nozze di Livia con Leonardo, Lucia sarà la prima a gridare Evviva gli sposi! abbracciando la nipote.
La vita mette tutto a posto: sarà Livia a prendersi cura di Lucia, quando questa dovrà subire due interventi, e Leonardo a scarrozzarla dai medici. Alla fine Lucia dirà a Livia:
Hai un grande uomo accanto! Tienilo stretto, hai capito?
Certo, zia sorriderà Livia.
E sarà sempre Livia a stringere la mano a Lucia, quando questultima chiuderà gli occhi per sempre. Lultima parola della zia:
Grazie!
Questa storia mi ha ricordato che, per quanto uno voglia guidare e proteggere chi ama, ogni persona deve trovare la propria strada, anche sbagliando. E io, scrivendo queste righe nella penombra della sera, mi prendo come promessa di rispettare di più le scelte degli altri e di non forzare mai il mio modo di vedere la vita su chi amo. Perché so che le buone intenzioni, a volte, diventano trappole.