PARTE 2: LA CORONA DEL SILENZIO
PARTE 2: LA CORONA DEL SILENZIO
Il vetro si è frantumato.Schegge di cristallo schizzarono contro le sue scarpe di cuoio lucido.
Ma lui non sentiva il dolore.
L’unica cosa che provava era paura.
Una paura primordiale, straziante.
“Chi… chi sei?”
La sua voce tremava.
Il microfono che teneva in mano non si mosse di un millimetro.
Lei scese dal palco.
Ogni passo che faceva sembrava un conto alla rovescia verso la sua rovina.
“Mi stai chiedendo chi sono?”
Lei gli stava faccia a faccia.
Il suo sguardo trafisse la sua anima corrotta.
“Sono il bambino che hai cacciato da questa stessa casa in una notte di neve 20 anni fa.”
“Sono la persona che, secondo te, non sarebbe mai stata in grado di guardare il mondo negli occhi.”
L’intera sala trattenne il respiro.
Coloro che poco prima avevano riso di lei ora abbassarono la testa.
Si resero conto…
Si erano trovati in compagnia di un mostro.
Estrasse dalla veste un biglietto nero opaco.
Nessun numero.
Solo un emblema di fenice.
“Da dove credi che provenga la tua ricchezza?”
“Il fondo di investimento che hai idolatrato negli ultimi 10 anni…”
“Mi appartiene.”
È crollato a terra.
Le sue ginocchia urtarono il pavimento di marmo con un tonfo sordo.
“Mi dispiace… per favore… non lo sapevo…”
Non lo guardò nemmeno per un secondo di più.
Si rivolse alla folla.
“Questa festa continua.”
“Ma da questo momento in poi, questo posto non appartiene più a coloro che disprezzano gli altri.”
“Il cibo verrà inviato all’orfanotrofio cittadino.”
“E a tutti i camerieri presenti in questa sala…”
“Stasera siete gli ospiti d’onore. Accomodatevi e godetevi la serata.”
L’applauso è iniziato con un solo cameriere.
Poi si è propagato in tutta la sala.
Un’esplosione di emozioni allo stato puro.
Felicità.
Giustizia.
Alle sue spalle, entrarono gli addetti alla sicurezza.
Non sono venuti a prenderla.
Lo scortarono fuori in un’atmosfera di totale umiliazione.
Esattamente come aveva fatto con lei cinque minuti prima.
Lei si fermò al centro della sala.
I lampadari illuminavano il suo viso elegante.
Lo champagne era ancora bagnato tra i suoi capelli.
Ma ora sembrava più una regina che mai.
Perché la sua corona non era fatta d’oro.
È stata forgiata dalla resilienza.
La giustizia non arriva mai in ritardo.
Aspetta solo il momento perfetto per brillare.